Il Turismo non deve far rima con terrorismo

Il terrorismo ha colpito ancora mirando un’altra volta  il nostro settore: il Turismo.

Il fatto di attaccare un gruppo di turisti stranieri, turisti da Crociera, nel primo e più importante museo della vicina Tunisia non è stato un caso.
l’anno scorso 250 navi da crociera hanno scaricato 600.000 turisti sulle coste tunisine, che erano rimaste un bastione di tranquillità anche nei momenti più tesi delle rivolte arabe. Adesso si rischia che gli americani i nordeuropei e tutti i turisti in generale non si fidino più non solo del Nord Africa ma di tutto il Mediterraneo.

Lo indicano i professionisti del settore e svariate analisi di mercato mostrano che una grossa percentuale dei turisti tiene conto della minaccia terroristica quando deve scegliere la destinazione di un viaggio o il luogo dove trascorrere le vacanze. Quando si registra un nuovo attentato terroristico, la gente ha la tendenza a non vederlo come un avvenimento singolo ed eccezionale ma tende a generalizzare il fenomeno. Un incidente aereo significa per tante persone evitare di volare per un periodo di tempo. Un attacco terroristico genera panico e la voglia di cancellare quell’area geografica dei propri itinerari turistici.

Colgo poi questa come un’occasione per una riflessione più ampia sul tema della fragilità del settore turismo negli ultimi tempi:  troppo spesso, collegandolo al tema terrorismo finisce con l’essere associato a contrapposizioni ideologiche e religiose e anche politiche a volte poste inconsciamente dagli stessi operatori del settore. La sicurezza resta un diritto primario e dovranno essere messi in atto tutti gli accorgimenti necessari, ma non dobbiamo cedere ai terroristi e alla paura e nemmeno abbandonarci alla disperazione, significherebbe aiutarli ad ottenere il loro scopo.
Un pensiero va alle vittime di Tunisi ed ai loro famigliari, in particolare ai nostri concittadini torinesi, ma per onorarli dobbiamo continuare a lavorare come e più di prima per sviluppare il turismo in tutte le sue forme e rendere fruibili i benefici economici e culturali che un sano tessuto economico-turistico porta con sé.
Invito tutti gli operatori del nostro settore a lavorare per fare in modo che Turismo non faccia mai rima con terrorismo.

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